Questo progetto ha preso avvio dal bisogno di rendere
visibili, monitorabili e valutabili le competenze che
scaturiscono, per effetto dell’apprendimento maturato in un
contesto non formale, da esperienze di servizio civile
volontario. Tale esigenza, per la partnership, ha
rappresentato un obiettivo propedeutico indispensabile per
rendere i risultati dell’apprendimento non formale mirati
all’inserimento lavorativo dei beneficiari e soprattutto
alla presa di coscienza, da parte di questi ultimi, delle
competenze acquisite nel corso dell’attività di servizio
civile volontario.
Il progetto avvalendosi dell’esperienza di tutti i paesi
partners, vorrebbe contribuire a rendere il servizio civile
volontario un’esperienza formativa professionalizzante,
basata sull’apprendimento non formale e finalizzata a
promuovere l’occupabilità e l’inserimento lavorativo, anche
attraverso l’adozione di strumenti di monitoraggio e
valutazione dell’apprendimento.
La proposta, inoltre, insistendo su un’esperienza, quale
quella del servizio civile volontario, che interessa
prevalentemente, almeno in Italia e Spagna, la componente
femminile, è stata supportata anche dall’aspirazione, da
parte della partnership, di contribuire ad abbattere le
discriminazione di genere nel riconoscimento delle
competenze ai fini lavorativi.
Nel caso del servizio civile ci troviamo di fronte ad
un’esperienza di apprendimento non formale che allo stato
attuale, né in Italia né in altri paesi comunitari, è
sufficientemente valorizzata, né resa complementare
all’apprendimento formale, né tanto meno sottoposta a
strumenti di monitoraggio e valutazione tali da consentire
un innalzamento della qualità dell’apprendimento.